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Friday, 24 January 2014

The 600 favelas of Rio

By Albert Garcia & Suari


On the 19th century a group of Brazilian soldiers, together with some slaves who just received their freedom decided to create a new settlement next to the city of Rio. The same happened on many different cities around Brazil; however Rio de Janeiro still has the highest amount of the so-called “favelas”. They have been growing in number and size; a wide range of different factors have been affecting the introduction of more population to these slumps. Housing prices on the city, the arrival of immigrants, urbanization, unemployment, rural exodus… are examples of the factors happening on the XX which lead to the creation of the 600 favelas that Rio has today. These suburbs next to the metropolitan city are organized between them and the city government did not take them into account much.
However since 1970s they have been famous for the gangs, dugs-dealing and the violence onsite; that’s why some programs have been made to ensure the development and cleaning of the favelas (Comitê para Democratização da Informática, 1997), but they were not very successful. The gangs inside the favelas are very organized and even the police or the army has trouble of going into them.








A few years ago the World cup of 2014 and the 2016 Olympic games were given to the city of Rio; the government, with the purpose of giving a good image of the city had to clear up the favelas. A Police pacification Unit has been introduced to fight the gangs and, many different programs will be undertaken in order to pacify the suburbs of the “City of God”. The government expected that the two massive sports events would bring wealth to the city and not very skilled jobs for the poorer people. However most of the Brazilian people are not seeing the changes and with less than a year for the first event they guess that it is only a distraction for the civilians: being focused on the football they will not think of the hard reality. 
To promote the world cup, which needs huge stadiums and an improvement on the infrastructures of the country; cuts on sanitation and services have been made. Furthermore some people from the favelas have been dislocated of their homes to create a “better environment”, as the Sports and leisure minister says. Housing of people is also destroyed every day for the need of space to create stadiums. The indemnities are practically null, attempts are made for the residents to build new homes, but most of them are relocated outside the city. After all the changes that are being made the favelas are still very dangerous and the drugs are part of the every-day.
In fact, there is also a good side of the changes occurring on the Favelas of Rio; A part of the cleaning which could be good for the tourists, the levels of crime exist, but they are much lower. The gangs on the favelas understand that the tourism is a great income; therefore they respect them and try to deal with them to economically. They learned that is better for the present and for the future to sell products and services instead of committing crimes to their main source of income.
In conclusion, we could argue that the situation of the favelas in Rio has been lasting for a very long time, and it seems it will lasts for some longer. However new regulations are being implemented to clean up the suburbs with despair success and acceptability from the locals. It will be important to look over 2016 to see which is the future for the favelas on “The city of God”.


Tuesday, 2 April 2013

Young Enterprise, start something


Da quest'anno io, autore di Cubiform, mi sono trasferito in Inghilterra per studiare il Baccalaureato Internazionale (IB). 


La scuola inglese (statale) ha offerto ad un gruppo di studenti, del quale io facevo  parte, la possibilità di partecipare al progetto della "Young Enterprise", programma organizzato dall'omonima società senza fine di lucro di cui vedete il logo qui accanto. 


Spiegato semplicemente, noi studenti dovevamo mettere in campo tutte le nostre idee, la nostra voglia di fare e anche del tempo nella creazione e nella gestione di una piccola impresa.
Ogni settimana per quasi sei mesi passavamo un'ora in più a scuola per trovarci e fare ciò che in italiano chiameremmo cda -ovvero un semplice meeting  durante il quale  discutevamo della salute dell'azienda, dei nostri impegni a breve e medio termine e dei compiti che ciascuno di noi doveva completare per far funzionare al meglio l'"enterprise". 


Questa società no-profit, la Young Enterprise, lavora ormai da più di 50 anni nel Regno Unito, in questo settore, offrendo ai giovani studenti la possibilità di entrare nel mondo del business in maniera tutelata, con la supervisione di un professore ed di un "business advisor" (un professionista esterno che consiglia i membri su quale scelta possa essere la migliore -anche se poi alla fine l'ultima voce rimane ai soci dell'impresa,cioè ai ragazzi) .

Ciò che noi ragazzi abbiamo creato non è altro che la simulazione di una vera azienda;non eravamo realmente registrati nell'elenco delle società, però l'ente "Young Enterprise" ci aveva dotati di assicurazione e simulava il governo nell'imporre tasse ed imposte.
 Per il resto poi eravamo liberi di commerciare tranquillamente all'interno dei limiti di legge e  di quelli imposti dalla "Young Enterprise" stessa.



La parte più interessante di tutto questo progetto é la competizione con altre piccole imprese di studenti che frequentano scuole della stessa area.
 La "Young Enterprise", infatti,  organizza diverse giornate dove tutte le piccole imprese della stessa zona geografica sistemano dei banchetti in un centro commerciale e vendono i loro prodotti al grande pubblico.
Alla fine di queste giornate vengono eletti i migliori in diverse categorie.
Un altro segmento della competizione consiste nella presentazione finale della propria azienda e di tutto il cammino compiuto da essa nel corso dei mesi. L'azienda vincitrice poi prosegue nella competizione sfidando altre aziende a livello regionale, per poi finire a Londra per la finale nazionale.



In un paese come l'Italia, dove la maggior parte dell'occupazione è creata  da piccole-medie imprese, personalmente, credo e che un progetto del genere, adattato e presentato per esempio ai ragazzi dei licei e degli istituti professionali, possa  aiutare a  far conoscere come funziona un impresa, in modo da avvicinare i giovani al mondo del business già dai i banchi della scuola superiore. 

E chi lo sa, magari, che finiti gli studi, proprio quegli  studenti  non decidano di dare  davvero dare vita alla loro impresa, senza dover andare alla ricerca disperata di un’occupazione.

Friday, 29 March 2013

Il boom delle banche in Africa.

Il fascino che esercita il mercato africano è alto, specialmente nel settore bancario, e sopratutto il suo potenziale è enorme, se consideriamo che in questo momento in Africa abitano un miliardo di persone. 

Tuttavia è presente una spaccatura in termini di sviluppo del settore bancario, infatti per esempio in Sud Africa a Johannesburg  (vedi foto) si trova uno dei centri bancari più sviluppati del continente, con grattacieli ed uffici con aria condizionata, quando al tempo stesso tuttavia a qualche fermata di autobus di distanza c'è povertà, miseria ed arretratezza finanziaria, con persone che ancora conservano i soldi sotto il materasso, tanto per farci un' idea. 

Analizzando un attimo le statistiche si vede che in Africa sub-sahariana solo un quarto degli adulti possiedono un conto corrente e invece solamente il 3% possiede una carta di credito. La sfida quindi è di coinvolgere nelle attività bancarie il resto della popolazione ancora non munita di conto corrente, in maniera proficua per le banche. 

© The economist
Per quanto questa sfida possa sembrare difficile a prima vista, molti istituti di credito si sono mossi in questo senso creando sistemi di gestione del conto corrente attraverso il proprio telefonino.

Nonostante tutta questa arretratezza possa sembrare un enorme ostacolo per lo sviluppo bancario i sistemi finanziari in Africa hanno fatto passi da gigante negli ultimi vent'anni, e sono riusciti a rimanere immuni alla crisi dei derivati e hanno continuato a lavorare con aziende internazionali, presenti sul territorio, erogando, secondo le stime della Bei (Banca europea per gli investimenti) dal 1963 ben 14 miliardi di euro. 

Sul tutto il territorio non sono affatto presenti filiali di banche italiane, tuttavia si trovano sportelli della banca inglese Barclays e delle francesi BNP Paribas e Société Générale; nei vari paesi sub-sahariani si trovano poi le banche sud africane, paese in testa per importanza nel settore, seguono gli istituti delle isole Mauritius, Nigeria e Kenya. Degni di nota sono anche altre banche con sede in Nigeria la "United Bank of Africa" e la "Bank of Africa" con sede in Mali ma presente in numerosi paesi circostanti. 


In ogni caso come detto all'inizio c'è ancora un incredibile potenziale da sprigionare, l'economia del continente sta crescendo, e con questa anche le banche, non mancano infatti gli investimenti europei volti a far crescere questi istituti di credito e di conseguenza mettere a disposizione alle medie e piccole aziende africane capitali sufficienti per crescere e diventare importanti. 

fonti:

economist.com
ilsole24ore.com

Monday, 20 August 2012

Suez, storia d'una meraviglia ingegneristica.

La necessità di un collegamento tra il mar Rosso e il Mediterraneo non sorse solo in epoca moderna, ma anche i popoli che anticamente abitavano l'odierno Egitto risentirono dell'ostacolo naturale tra i due mari. Fu Necao II (conosciuto anche come Nechao II o Necos, sesto sovrano della XXVI dinastia) nel 600 a.C. il primo a iniziare i lavori di costruzione anche se non li portò a termine. Quando l'Egitto passò sotto il controllo del re persiano Dario I si riprese a scavare per volontà dello stesso sovrano. Sotto l'impero persiano il canale (che però non era collegato direttamente al mediterraneo ma al fiume Nilo) rimase percorribile ma con l'arrivo dei Romani cadde in disuso. A voler ripristinare il canale molti secoli dopo fu Napoleone che
però non iniziò i lavori a causa di un errore commesso dai suoi geometri che stabilirono un dislivello di ben 10 metri tra i due mari, quando in realtà era trascurabile. Nel 1833 fu presentato un primo progetto al re egiziano da Prosper Enfantin che inoltre si accorse dell'errore nel conteggio del dislivello. I lavori di costruzione iniziarono nel 1859 e finirono dieci anni dopo nel 1869. A progettare l'intera opera fu l'ingegnere trentino Luigi Negrelli, che non solo non la vide ultimata ma morì perfino prima dell'inizio dei lavori. Il canale fu inaugurato in pompa magna il 17 novembre 1869 alla presenza dell'allora imperatrice francese Eugenia. Da allora il canale è aperto e percorribile in tutti i suoi 163 km in entrambi i sensi. Secondo la convenzione di Costantinopoli siglata nel 1888 il canale è definito "zona neutrale" e quindi è percorribile sia da navi civili che militari sia in tempo di pace che di guerra anche se nel 1975 su chiuso a causa della Guerra dei Sei Giorni, che impegnò anche l'Egitto.

Thursday, 31 May 2012

I Fugger, Rockefeller del rinascimento.

I Fugger furono la più importante famiglia di banchieri ed imprenditori tedeschi tra il '400 e '500. Grazie al commercio tessile e ai proventi minerari accumularono un capitale finanziario incredibile, che finanziò attività di papi ed imperatori durante il Rinascimento.


La banca dei Fugger, nata diversi decenni dopo quella dei Medici, ma ben più ricca e potente di quella che Giovanni e Cosimo avevano fondato in Italia. Questo grosso impero finanziario raggiunse l'apice con Jacob Fugger detto "Il ricco". 


La famiglia Fugger nel 1500 divenne famosa per i finanziamenti alle corone europee e sopratutto alla Santa Sede, infatti giusto per farsi un'idea tra il 1505 e 1506 finanziò l'istituzione del corpo delle Guardie Svizzere come corpo militare alle difese del pontefice. 


Il capostipite della famiglia, Hans, si trasferì nel 1368 dalla regione della Svevia ad Augusta, dove avviò un impresa che si occupava di produzione e commercio di tessuti. Questo prosperoso "business" permise alla famiglia di accrescere il proprio capitale nel corso di varie generazioni. 


Uno dei simboli dell'antico splendore economico di questa famiglia visibile ancora oggi è il cosiddetto "Fuggerei" consiste in un quartiere residenziale (vedi foto) fondato nel 1521 da Jacob Fugger (Il ricco) nella periferia della città di Augusta dove risiedeva la famiglia di banchieri. Queste abitazioni venivano assegnate a cittadini delle classi più povere e quindi fungevano da vere e proprie case popolari. E questa è la loro funzione anche oggi, infatti può sembrare strano ma questo complesso residenziale non ha mai smesso dalla data della sua fondazione di accogliere indigenti di Augusta che per 1 fiorino renano (oggi € 0,88) all'anno ottenevano un'abitazione.

Tuesday, 29 May 2012

Che cosa fare in caso di terremoto.

Continuano ad essere frequenti le scosse di terremoto nel nord Italia, i telegiornali non parlano d'altro: edifici crollati, feriti e morti sotto le macerie. Anche qui a Verona abbiamo sentito le diverse scosse (per dimostrare la frequenza di questi terremoti anche ora che sto scrivendo il post, per circa 10 secondi ha tremato la scrivania, nessun danno, ma il continuo susseguirsi di queste piccole/medie scosse destabilizza i nervi). Ma dunque che cosa bisogna fare durante e dopo una scossa di terremoto? E soprattutto cosa NON fare? 


Il sito della protezione civile consiglia durante una scossa di terremoto di avvicinarsi, se ci si trova in un luogo chiuso (es. ufficio, abitazione ecc.), ai muri portanti (che di solito sono quelli più spessi) o posizionarsi sotto una trave. Un altro consiglio utile è quello di proteggersi sotto un tavolo o comunque un mobile resistente. È assolutamente consigliabile stare lontani da finestre, specchi o mobili che potrebbero cadere o nel rompersi ferire. Se ci si trova all'esterno in auto o a piedi è meglio allontanarsi da qualunque edificio, linea elettrica e perfino dagli alberi. 


E dopo il terremoto? Dunque se ci si trova all'aperto si deve verificare lo stato di salute delle persone che si trovano nelle vicinanze, senza però scavare tra le macerie o entrare negli edifici danneggiati. Se invece ci si trova all'interno di un edificio si dovrebbe evacuare con calma ed ordine, indossando anche le scarpe (i vetri possono ferire i piedi). Una volta all'esterno dell'edificio bisogna raggiungere uno spazio aperto lontano da edifici. 


Consiglio inoltre, specialmente durante la notte, di non chiudere le porte completamente, infatti se uno degli stipiti si muove può bloccare la serratura intrappolando chi si trova all'interno della stanza. 


Per altre informazioni: www.ingv.it ; www.protezionecivile.gov.it



Monday, 28 May 2012

Khan academy, il paradiso degli studenti.

Ho scoperto qualche giorno fa l'esistenza di questo sito internet e ne sono subito rimasto colpito, anzi direi affascinato. 


Questa "accademia" on line nasce nel 2006 con l'obiettivo di facilitare l'apprendimento a chiunque, dovunque di discipline come la matematica (algebra, trigonometria ecc.) fisica, storia e tante altre. Il suo fondatore Salman Khan (da cui Khan Academy) è un facoltoso ingegnere laureato al MIT che ha deciso di pubblicare le proprie lezioni di matematica sulla piattaforma YouTube dovendole condividere con alcuni suoi familiari. La popolarità di queste lezioni on line crebbe così tanto che Khan creò appunto questa accademia on line e da allora migliaia di studenti seguono, da qualunque capo del mondo, le sue lezioni. 


Chiaramente tutti i contenuti e i video sono in lingua inglese, alcuni sono sottotitolati e comunque con un po' di esercizio nell'ascolto e l'integrazione delle immagini del video anche chi non conosce bene l'inglese può raggiungere un buon livello di comprensione. 


Io mi sono registrato ed ho subito iniziato a vedere molte lezioni, di sicuro per uno studente di liceo scientifico come me la spiegazione di come si risolve un'equazione di primo grado è un po' noiosa ma si trovano anche argomenti più complessi o per non rimanere in campo matematico si può vedere una lezione di storia (per la cronaca ho appena finito di vedere la lezione sulla guerra in Corea). 



Monday, 7 May 2012

Wikipedia siamo noi.

Wikipedia, la celebre enciclopedia on-line, è arrivata in Italia nel Maggio del 2001 quando invece il progetto inglese di questo sito collaborativo era iniziato diversi mesi prima. 


La versione italiana di Wikipedia, com'è scritto proprio nella stessa enciclopedia, non è una semplice traduzione di quella inglese, ma invece la maggior parte delle voci sono state scritte da utenti italiani, che, in alcuni casi comunque hanno tradotto alcune parti dalle versioni di Wikipedia in altre lingue. 


Ma dunque chi ha scritto Wikipedia? La risposta è molto semplice ad averla scritta sono semplici persone come noi (io stesso per la cronaca ho scritto diverse voci da zero e ultimamente mi occupo del controllo delle ultime modifiche). 


Ma allora i contenuti sono attendibili? Si e No, poiché concedendo a chiunque la possibilità di modificare liberamente i contenuti dell'enciclopedia non si può avere una accuratezza scientifica di tutte le voci. Tuttavia il numero di utenti esperti nei vari campi trattati permette di avere una grande quantità di informazioni e dettagli. 


E se io volessi partecipare? Accomodati sono più di settecento mila gli Utenti registrati e quasi nove mila quelli che hanno partecipato con almeno una modifica nell'ultimo mese. Non avere paura di apportare qualche modifica, i membri più esperti inoltre potranno aiutarti e rispondere alle tue domande, la comunità italiana di Wikipedia è molto attiva e simpatica e sempre aperta a "new entry". 


Bisogna essere dei professori o ricercatori per inserire dei contenuti su Wikipedia? No, non serve alcuna certificazione o titolo di studio è necessario avere una buona conoscenza in un certo campo come l'informatica, la letteratura, la storia, ecc. Una cosa davvero importante però è non arrecare danni all'enciclopedia e quindi al duro lavoro di diverse persone. Se inoltre non sei sicuro che un contenuto sia corretto non inserirlo ma chiedi informazioni nella pagina di discussioni collegata ad ogni voce. 

Posso aiutare Wikipedia solo creando o modificando voci?  No, Wikipedia è gestita dalla Wikimedia Foundation un'organizzazione non-profit che è mantenuta da donazioni provenienti da tutto il mondo, così anche con pochi euro si può aiutare un grande progetto che ha cambiato il mondo e ci permette di avere accesso all'intera conoscenza umana.




Thursday, 26 April 2012

Ecuador, paradiso sull'equatore.

Questa piccola nazione dell'america latina è particolare per la sua varietà di ecosistemi e per l'incredibile flora e fauna delle isole Galapagos. 


Inizio a raccontare la sua storia in modo da rendere questo post il più completo possibile. Di solito di questi territori si conosce la storia solamente successiva alle invasioni spagnole e portoghesi; ma in realtà sono stati rinvenuti dei resti che testimoniano la presenza di alcune popolazioni maya molto prima dell'arrivo dei colonizzatori europei, e intorno al XV secolo l'intera area che oggi costituisce l'Ecuador era abitata dagli Inca. 


Dopo la dominazione spagnola, e un periodo sotto il vicereame del Perù, nel 1822 il territorio ecuadoregno entrò a far parte delle cosiddetta "Grande Colombia", una confederazione che conteneva gli attuali Venezuela, Panamà e Colombia. Nel 1830 l'Ecuador divenne indipendente da questa confederazione e da allora è rimasto uno stato sovrano.  


Nel 1941 scoppiò una guerra tra il Perù e l'Ecuador (vedi immagine) a causa della contesa di alcuni territori. Questo scontro terminò l'anno successivo con il "Protocolo de Rio de Janeiro", che peraltro privo l'Ecuador dei territori contesi. 


Da allora in questo piccolo paese sudamericano si sono succeduti diversi governi, tra i quali, alcuni hanno ottenuto il potere con la forza. Oggi invece la democrazia è solida soprattutto grazie all'ultima elezione del 2008 e l'approvazione, nello stesso anno di una nuova carta costituzionale. Oggi inoltre il turismo è molto sviluppato, sebbene le principali fonti di introiti per l'Ecuador siano il petrolio, l'esportazione di banane, gamberi e cacao. Molte città dell'Ecuador come anche la stessa capitale, Quito, sono attraversate dall'equatore (vedi immagine). Data la grande varietà del territorio l'Ecuador è adatto ad ogni tipo di turista, per gli amanti della montagna la catena montuosa delle ande che attraversa il paese offre scalate e passeggiate mozzafiato alcune montagne, come il Chimborazo raggiungono i 6000 metri d'altezza. Per gli amanti del mare inoltre le coste sull'Oceano Pacifico presentano delle baie paragonabili a quelle dei paradisi tropicali. Ed infine per gli amanti della natura basti dire che oltre alla suggestiva flora e fauna delle isole Galapagos il 50% della nazione è ricoperta di foresta pluviale.




Saturday, 21 April 2012

La vera storia del volo Air France 447.

Per più di due anni questo incidente aereo, nel quale morirono 228 persone, è rimasto un grande mistero dell'aviazione civile.


In questi due anni gli inquirenti si sono domandati come un modernissimo aereo di linea come un Airbus A330 di una delle più prestigiose compagine aeree del mondo possa scomparire nell'oceano Atlantico. Ma solo da pochi mesi si conoscono le vere cause di questo disastro aereo, grazie al recupero delle scatole nere che erano sommerse sotte tre mila metri di oceano. 


In questo post riassumerò i diversi avvenimenti ed errori che hanno causato questo incidente: 


È la sera del 31 maggio 2009 e un Airbus A330 (vedi foto accanto) della compagnia di bandiera francese Air France, decollato da Rio de Janeiro e diretto a Parigi sta sorvolando l'oceano Atlantico. Verso l'1:36 della notte l'aereo entra in un'ampia tempesta tropicale, e, a differenza di altri aeroplani, non cambia la propria rotta per aggirarla. A causa di questa nube la temperatura esterna precipita vertiginosamente. All'1:51 la cabina di pilotaggio viene illuminata da uno strano fenomeno naturale e il comandante spiega ai giovani copiloti che si tratta di un "fuoco di Sant'Elmo".


 Alle 2:02 lo stesso comandante abbandona la cabina per riposarsi. Ora il velivolo è nelle mani dei due copiloti che sono coscienti di avere di fronte una massa temporalesca. A questo punto la bassissima temperatura esterna crea un accumulo di ghiaccio attorno ai tubi di Pitot, questi tubi permettono di misurare la velocità esatta alla quale sta volando l'aereo; non potendo più rilevare la velocità, il sistema computerizzato che controlla l'aeroplano si esautora e lascia il comando ai piloti. Il copilota spaventato dall'allarme della perdita delle indicazioni della velocità e dalle condizioni climatiche commette un errore che deciderà le sorti di tutti i 228 passeggeri a bordo: ordina all'aeromobile di salire di quota. Il velivolo quindi sale velocissimo, più di due mila metri al minuto, mentre invece perde velocità (arriva fino a toccare i 93 nodi). Già da qualche minuto la strumentazione segnalava lo stallo, ed è impossibile che i due piloti non l'abbiano considerato, il copilota con più esperienza tra i due si accorge che il collega continua a tenere il muso dell'aeroplano in alto e lo corregge, tuttavia il velivolo è sceso di quota e la temperatura esterna è aumentate quindi i tubi di Pitot riprendono a funzionare correttamente. 


Sono le 2:10, ogni problema tecnico è risolto e il velivolo è nelle condizioni di essere pilotato correttamente; per ragioni sconosciute però il copilota più giovane si ostina a tenere il muso dell'aereo verso l'alto. A differenza delle barre di comando dei Boeing nell'Airbus A330 i comandi sono asincroni, il che significa che il pilota seduto alla destra non vede cosa sta facendo il suo collega alla di sinistra. 


Alle 2:11 rientra in cabina il comandante, non capisce immediatamente cosa sta accadendo, e inoltre i colleghi lo informano che hanno perso il controllo dell'aeromobile. Il comandante per giunta non prende i comandi dell'aereo ma si siede dietro ai copiloti e tenta di capire cosa stia succedendo, senza sapere però che uno dei copiloti sta tenendo ancora il muso del velivolo alzato. 


Continua incessante l'allarme di stallo, l'aereo perde notevolmente altitudine, arriva a 600 metri sopra il mare quando scatta un nuovo allarme. Alle 02:14:25 il copilota domanda ad alta voce, disperato: "Ma che succede?". Esattamente 1,6 secondi dopo la registrazione si interrompe. 


Grazie a questo incidente sono state migliorate le tecniche di addestramento dei piloti al volo manuale di questo tipo di aereo anche a quote elevate e al pilotaggio a velocità sconosciuta e sono state migliorate le strumentazioni di bordo per scongiurare altre catastrofi simili a questa, tuttavia, come questo del volo 447 Air France ne è prova spesso i peggiori incidenti sono causati da una "perfetta" successione di errori tecnici ed umani. 

Wednesday, 4 April 2012

La storia della Mole Antonelliana.

L'imponente Mole Antonelliana, l'edificio che sovrasta il cielo di Torino ha una storia davvero interessante, e dato il mio recente soggiorno nel capoluogo piemontese ho intenzione di raccontarvela. 

La costruzione iniziò nel 1863, in quegli anni il re Vittorio Emanuele II aveva legalizzato la pratica di tutte le religioni e perciò in Italia le comunità ebraiche iniziarono a costruire delle sinagoghe, e la Mole Antonelliana doveva proprio essere la prima sinagoga di Torino. 


La costruzione della sinagoga venne affidata dalla comunità ebraica all'architetto Alessandro Antonelli che tuttavia non seguì le direttive che gli erano state imposte insistendo nella realizzazione di una cupola che avrebbe portato l'intero edificio ad un' altezza di oltre 100 metri. 


Accadde poi che la comunità ebraica torinese sciolse il contratto con Antonelli e nel 1873 il comune di Torino concesse un altro spazio per la costruzione della sinagoga e l'edificio, non ancora ultimato, della Mole venne "adottato" dalla città piemontese e divenne il suo simbolo. 


Dal 1953 la Mole Antonelliana custodisce il museo nazionale del cinema, davvero spettacolare ne consiglio la visita. Oltre ad una grandissima collezione di pellicole e manifesti nella sala principale si trovano delle poltrone (vedi immagini) dalla quali, comodamente seduti, si possono vedere spezzoni di colossal e pellicole che hanno fatto la storia del cinema. Tutt'attorno a questa sala sono riprodotte le ambientazioni più bizzarre, da un saloon western ad un laboratorio stile Frankenstein per finire poi in un tipico locale torinese del novecento. 


Un' altra visita che consiglio sempre nella Mole Antonelliana è quella alla sommità della cupola da dove si può ammirare, specialmente nelle belle giornate, non solo tutta la città di Torino ma anche tutta la catena delle Alpi che circonda la città e il santuario di Superga. Dall'anno scorso inoltre, per i festeggiamenti del 150° anniversario della fondazione dell'Italia la Mole è stata cinta di tre collari (vedi foto) di forma quadrata che di notte si illuminano formando il nostro tricolore. Questa decorazione sarebbe dovuta essere rimossa alla fine del 2011 ma tuttavia il popolo torinese la apprezza molto e di conseguenza non è stata ancora rimossa.  





Tuesday, 20 March 2012

La propaganda nordcoreana contro gli USA

Si trovano in rete un gran numero di poster della propaganda anti-americana che sta compiendo il governo nordcoreano anche dopo la morte del "Caro leader" avvenuta il 17 Dicembre dell'anno scorso. 


Come ogni regime totalitario che si rispetti anche la Corea del Nord esagera nello stereotipare i "nemici" in questo caso gli americani e li rappresenta come uomini spregevoli e senza alcun rispetto per il popolo nordcoreano. 


Per sottolineare la diffusione di questa propaganda all'interno del paese asiatico vi presento qui sotto insieme ad alcuni poster anche un cartone animato chiaramente indirizzato ai giovani nordcoreani che nel vedendo questo video sono incentivati a studiare la goniometria per riuscire un giorno a sconfiggere i cattivi americani. 


Inoltre ho letto mentre cercavo approfondimenti per questo post, che attualmente in Corea del Nord, dato che è cambiato il capo di stato, l'utilizzo del cellulare per chiamate internazionali anche da parte di civili può essere considerato alto tradimento che può essere punito con la morte. 






Vi consiglio infine la visione di questo cartone animato.







Monday, 19 March 2012

Una molecola contro il riscaldamento globale.

Sempre più si discute della gravità del riscaldamento globale e di quanto questo possa causare grossi problemi agli ecosistemi di tutto il mondo e quindi anche a noi uomini. 


È stata annunciata però la scoperta di una molecola chiamata "biradicale di Criegee" che potrebbe rimuovere gli agenti inquinanti dall'atmosfera ripristinando le temperature. Lo studio di queste molecole è iniziato negli anni '50 e si è concluso grazie all'Advanced Light Source in funzione al Lawrence Berkeley National Laboratory che ha isolato questa particella. L'importanza di questa molecola è stata segnalata anche dai ricercatori dell'Università di Manchester, Bristol e dei Sandia National Laboratories, che hanno collaborato alla ricerca a questi biradicali. 


Tanto per farsi un'idea negli ultimi 100 anni la temperatura media del nostro pianeta è aumentata di 0.8 °C e questi ultimi tre decenni sono i più responsabili di questa variazione.  


Secondo i ricercatori questa molecola sarebbe in grado di trasformare l'anidride solforosa (SO2) in acido solforico (H2SO4) combattendo così il riscaldamento globale. Gli scienziati sono ottimisti ma bisogna tenere in considerazione che grandi quantità di questa sostanza chimica possono inquinare l'atmosfera, producendo piogge acide che danneggerebbero gli ecosistemi naturali e l'uomo. 


Fonti: lescienze.it; tecnologiaericerca.com



Friday, 16 March 2012

Giornata mondiale dell'acqua 2012

Il 22 Marzo si celebra la Giornata mondiale dell'acqua. Questa giornata fu approvata nel 1992 dalla conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e sullo sviluppo (UNCED) e da allora ogni anno promuove la sensibilizzazione della popolazione verso le carenze nutrizionali nei paesi in via di sviluppo. 


Al momento ci sono 7 miliardi di persone nel mondo e la popolazione crescerà di altri 2 miliardi entro il 2050. Le statistiche dicono che ognuno di noi beve in media dai 2 ai 4 litri d'acqua al giorno. La maggior parte di quest'acqua la assumiamo grazie al cibo. Ed è proprio la produzione del cibo che consuma più acqua infatti per esempio per produrre un kilo di carne di manzo vengono consumati 15'000 litri d'acqua oppure per un kilo di grano ne vengono consumati 1'500. 


E tu? Sai quanta acqua consumi ogni giorno e quanta potresti risparmiarne? Come puoi cambiare la tua dieta alimentare riducendo il tuo impatto sull'ambiente? Trova una risposta a queste domande partecipando ad uno degli eventi organizzati in Italia a favore di questa giornata, guarda la mappa.


Per maggiori informazioni sui progetti e sugli accorgimenti per ridurre gli sprechi d'acqua leggi la brochure del progetto (interamente tradotta in italiano): clicca qui.



Thursday, 15 March 2012

Kony 2012, no alla violenza in Uganda

Quest'oggi ti voglio presentare un argomento di attualità che sta diventando sempre più famoso e che riguarda i ribelli dell'organizzazione LRA. 


Dunque iniziamo con calma dall'inizio: l'LRA è un organizzazione rivoluzionaria che opera in Uganda per salire al potere spodestando l'attuale governo. Il leader di questa organizzazione è Joseph Kony (più info). Come avrai intuito l'LRA è movimento violento che rapisce giovani ugandesi per arruolarli nelle file dell'esercito dell'organizzazione e costringendoli ad eseguire esecuzioni e massacri. È proprio per questi giovani che è nato il movimento "Kony 2012". 


Il movimento "Kony 2012", collegato a "Invisible children", è una campagna umanitaria promossa da importanti celebrità e autorità politiche. Questo movimento cerca di trovare una soluzione definitiva alle violenze causate dai ribelli di Kony. Nel 2011 il presidente USA Obama ha inviato un contingente dell'esercito americano in Uganda per combattere l'LRA e per uccidere/arrestare Joseph Kony, purtroppo questa operazione si è rivelata inutile. Comunque il movimento umanitario contro Kony ha continuato ad essere presente e quest'anno ha pubblicato un video, che vi propongo qui sotto,  dove Ben Keesey, l'esponente e fondatore del movimento Kony 2012 spiega a suo figlio (e a noi) cosa sta accadendo laggiù in Uganda.




Mentre eseguivo alcune ricerche per approfondire le mie conoscenze sull'argomento ho scoperto che comunque non sono poche le controversie e i dubbi riguardo la veridicità di quanto affermato nel video e sulla reale onestà di questa organizzazione umanitaria. Tuttavia il movimento e le violenze di Kony sono realmente accertate tanto che sulla sua testa pende l'accusa di crimini contro l'umanità, emessa dalla corte penale internazionale. 

Tuesday, 13 March 2012

Jeb corliss, l'uomo volante.

Jeb corliss, molti dicono sia un Idolo Oscuro - "Dark Idol", alcuni lo considerano un pazzo ed insano di mente, altri sono invece affascinati da ciò che sta facendo realmente per la specie umana. Questo personaggio 32 anni fa era un normalissimo bambino americano che viveva con i suoi genitori nella cittadina di Venice vicino Los Angeles in California. Nella vita di Jeb tutto rimase normale fino al compimento dell' età di sei anni. Inizialmente sembrava un ragazzino come tutti gli altri, con gli stessi interessi dei giovani della sua età ma a differenza dei suoi coetanei lui aveva un "GRANDE SOGNO". Jeb sognava volare. Un sogno molto grande e particolare. Jeb non sognava infatti di volare in aereo e di poter forse un giorno diventare un pilota, lui sognava di volare con il suo corpo, libero nel cielo come gli uccelli. Tutti lo ritenevano pazzo e sostenevano, come anche sua madre che ciò che lui sognava non si sarebbe mai realizzato perchè per l' uomo volare è qualcosa di IMPOSSIBILE e contro le leggi della fisica. Jeb trascorse un adolescenza in solitudine, senza amici e senza nessun altro riferimento fuorchè il suo sogno "IRREALIZZABILE".

 Al compimento di 18 anni però tutto Jeb scoprì il paracadutismo e succesivamente il BASE JUMPING che consiste nel lanciare se stessi da ponti , palazzi o montagne in caduta libera solo con un paracadute. Nel 1997 Jeb compì un lancio mozzafiato dalle Angels Falls in Sud Africa che rischiava di essere l'ultimo della sua vita in quanto a causa di una pessima apertura del paracadute, Jeb finì direttamente sotto le cascate e venne travolto dalla massa d' acqua sopra di lui. Corliss raggiunse il suolo alcini secondi dopo, fortunatamente "solo" con due gambe rotte. Ma Quest' uomo era ancora lontano dal pieno realizzamento del suo sogno. Questo infatti non era volare ma cadere. 

Nei sei anni successivi Jeb fu mandato in carcere 3 volte a causa di ulteriori lanci del genere effettuati però illegalmente dai palazzi più alti al mondo, Corliss si lanciò nel 2000 dall' Empire State Building di NY, nel 2001 Dalla Torre Eiffel di Parigi e l' anno successivo dal ponte di Brookling. Nel 2006 Jeb scoprì l'esistenza di particolari tute o Wingsuits in grado di compiere molta aderenza in aria e in grado di avere un ottima portanza per sostenere un volo. In realtà un uomo che indossa una wingsuit non vola ma plana, anche se però la sensazione è PIENAMENTE QUELLA DEL VOLO. Ed è prporio da qui che Jeb Corliss ha iniziato a vivere il suo sogno. Ecco un primo video di presentazione di Jeb.  



Ha iniziato ad utiliazzare queste wingsuit come se fossero parte del suo corpo. Le prestazione ottenute fino ad ora sono INCREDIBILI. Adesso sta a voi credere o meno a ciò che vi racconterò. Jeb Corliss con l' utilizzo di questa particolare tuta ha fatto cose inimmaginabili dove il rischio di errore è enorme. Ovviamente sbagliare compiendo simili imprese vuol dire morire al cento per cento. Nel caso di errore la morte giunge all' improvviso , ti coglie di sorpresa e senza alcun dolore. Con queste particolari tute ad alta portanza Jeb Corliss è in grado di sfiorare montagne, colline e alberi  per circa un minuto max. 2 minuti alla velocità costante di 250 Km/h volando sempre a pochi piedi dall' impatto con il suolo e dalla morte certa.  Allego un recentissimo volo di Jeb in Svizzzera - Grinding the Crack - in cui l' uomo uccello sfiora il suolo di una collina alla velocità di 120 mph.

Recentemente Jeb ha volato anche in Cina attraverso un buco di 50 metri di diametro in una montagna e attraversandolo da una prte all' altra in volo per poi proseguire planando per il resto della vallata ecco il video in allegato.


Jeb attualmente però è in ospedale successivamente ad un terribile incidente di 2 mesi fa in sud africa da cui  è uscito miracolosamente vivo. Questa volta la morte ha più che sfiorato il corpo di Jeb in quanto Corliss ha toccato di striscio le roccie di Table Mountain in Sud Africa alla velocità di 250 Km/h, Jeb successivamente all' impatto è riuscito ad aprire miracolosamente il paracadute schiantandosi dopo pochi secondi al suolo. L' uomo è uscito dall 'incidente più che bene, infatti i danni riportati sono solamente due gambe rotte, 2 caviglie spezzate e 2 ginocchia rotte, in più alle rotture varie si è aggiunto anche un terribile taglio in mezzo alla gamba, molto profondo che è stato ricucito con numerose garze in quanto l' osso è fuoriuscito dalla pelle. Bè purtroppo questo però è il prezzo da pagare per schiantarsi a 120 mph in volo contro della roccia solida, anzi questo è niente perchè Jeb è stato TROPPO FORTUNATO A SOPRAVVIVERE DOPO UN IMPATTO SIMILE, solitamente dopo incidenti simili la morte incorre al cento per cento.

Video dell'incidente:


© Davide Dameno per Cubiform