Abramo Lincoln, il 16° presidente degli Stati Uniti d'America, venne assassinato la sera del venerdì santo (14 aprile) del 1865.
Quella sera si era recato al Ford's Theatre, Washington, con la moglie per assistere alla rappresentazione dell'opera "Our American Cousin"; la guardia del corpo non era con la coppia presidenziale proprio per volontà del presidente Lincoln.
L'assassino del presidente si chiamava John Wilkes Booth, era un attore e aveva partecipato a numerose rappresentazioni nel Ford's Theatre, conosceva perciò a memoria i copioni delle varie opere e in un momento in cui il pubblico scoppiò a ridere per una battuta, Booth entrò nel palco sopraelevato dove era seduto Abramo Lincoln e lo uccise con un colpo dalla sua pistola calibro 44.
Ucciso il presidente, Booth si lanciò dalla galleria sul palco del teatro e urlò al pubblico presente le celebri parole: "Sic semper tyrannis" (Così sempre per i tiranni), le stesse parole che secondo la tradizione pronunciò Bruto nel momento dell'assassinio di Giulio Cesare.
John Booth a quel punto scappò a cavallo nel Maryland, accompagnato dal complice David Herold, e il giorno successivo all'attentato (il 15 aprile) si fermò nella casa del dottore Samuel Mudd per farsi curare la gamba ferita durante l'assassinio.
Secondo la versione ufficiale John Booth, l'assassino di Lincoln, venne ucciso il 26 aprile da alcuni soldati nordisti nei pressi del fienile di proprietà di Richard Garrett. Ma ci sono altre teorie che affermano che in realtà il corpo dell'uomo ucciso quel giorno non appartenga a Booth ma a un suo complice e che i soldati non abbiano identificato correttamente il corpo bramosi della ricca taglia che vigeva sulla sua testa.
Quella sera si era recato al Ford's Theatre, Washington, con la moglie per assistere alla rappresentazione dell'opera "Our American Cousin"; la guardia del corpo non era con la coppia presidenziale proprio per volontà del presidente Lincoln.
L'assassino del presidente si chiamava John Wilkes Booth, era un attore e aveva partecipato a numerose rappresentazioni nel Ford's Theatre, conosceva perciò a memoria i copioni delle varie opere e in un momento in cui il pubblico scoppiò a ridere per una battuta, Booth entrò nel palco sopraelevato dove era seduto Abramo Lincoln e lo uccise con un colpo dalla sua pistola calibro 44.
Ucciso il presidente, Booth si lanciò dalla galleria sul palco del teatro e urlò al pubblico presente le celebri parole: "Sic semper tyrannis" (Così sempre per i tiranni), le stesse parole che secondo la tradizione pronunciò Bruto nel momento dell'assassinio di Giulio Cesare.
John Booth a quel punto scappò a cavallo nel Maryland, accompagnato dal complice David Herold, e il giorno successivo all'attentato (il 15 aprile) si fermò nella casa del dottore Samuel Mudd per farsi curare la gamba ferita durante l'assassinio.
Secondo la versione ufficiale John Booth, l'assassino di Lincoln, venne ucciso il 26 aprile da alcuni soldati nordisti nei pressi del fienile di proprietà di Richard Garrett. Ma ci sono altre teorie che affermano che in realtà il corpo dell'uomo ucciso quel giorno non appartenga a Booth ma a un suo complice e che i soldati non abbiano identificato correttamente il corpo bramosi della ricca taglia che vigeva sulla sua testa.


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