Un veicolo spaziale della NASA ha individuato dell'ossigeno intorno ad una delle mune ghiacciate si Saturno: Dione.
Questa scoperta supporta la teoria secondo la quale nei satelliti naturali di Giove e Saturno sia presente ossigeno.
In molti casi, tuttavia, queste quantità di gas sarebbero liberate nel vuoto dello spazio, e quindi non vengono immagazzinate in un'atmosfera simile a quella terrestre, che potrebbe dare alcune chances alla vita extra-terrestre.
I satelliti di cui sto parlando sono definiti "ghiacciati" nel senso che la loro superficie è composta da immense distese di ghiaccio, molto simili a quelle delle calotte polari. E l'ossigeno verrebbe liberato da immensi geyser di gas misti ad acqua.
Dione non è l'unico satellite che presenta queste caratteristiche, infatti anche Encelado, altro satellite di Saturno è ricoperto interamente di ghiaccio, e ciò che più affascina gli studiosi è la possibilità che al di sotto di questa superficie ci sia un vero e proprio oceano.
Nel loro insieme queste caratteristiche possono far pensare alla possibilità che su questi pianeti si sia sviluppata qualche forma di vita, quantomeno a livello molto elementare, ma è necessaria una conferma che purtroppo non è così facile da ottenere.
Questa scoperta supporta la teoria secondo la quale nei satelliti naturali di Giove e Saturno sia presente ossigeno.
In molti casi, tuttavia, queste quantità di gas sarebbero liberate nel vuoto dello spazio, e quindi non vengono immagazzinate in un'atmosfera simile a quella terrestre, che potrebbe dare alcune chances alla vita extra-terrestre.
I satelliti di cui sto parlando sono definiti "ghiacciati" nel senso che la loro superficie è composta da immense distese di ghiaccio, molto simili a quelle delle calotte polari. E l'ossigeno verrebbe liberato da immensi geyser di gas misti ad acqua.
Dione non è l'unico satellite che presenta queste caratteristiche, infatti anche Encelado, altro satellite di Saturno è ricoperto interamente di ghiaccio, e ciò che più affascina gli studiosi è la possibilità che al di sotto di questa superficie ci sia un vero e proprio oceano.
Nel loro insieme queste caratteristiche possono far pensare alla possibilità che su questi pianeti si sia sviluppata qualche forma di vita, quantomeno a livello molto elementare, ma è necessaria una conferma che purtroppo non è così facile da ottenere.
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